La scena educativa come laboratorio teatrale

Linguaggi, tecniche e strumenti teatrali come risorse per la didattica quotidiana

Il progetto propone un percorso di formazione rivolto ai docenti delle scuole primarie e secondarie della Provincia di Trento, dedicato all’incontro tra linguaggi teatrali e pratica didattica.

L’attività nasce dalla volontà di offrire agli insegnanti uno spazio di sperimentazione nel quale conoscere e provare tecniche provenienti dal teatro, dalla narrazione, dalla musica, dalla clownerie e dalla comunicazione non verbale per costruire esperienze didattiche più attive e coinvolgenti.

Il percorso intende approfondire il legame tra teatro e scuola attraverso un approccio prevalentemente pratico, mettendo i docenti nella condizione di sperimentare in prima persona esercizi, tecniche e modalità di lavoro successivamente adattabili alle diverse fasce d’età e alle differenti discipline, entrando nella quotidianità della classe con differenti modalità di insegnamento, relazione e partecipazione.

Obiettivi del percorso

Il progetto si propone di:
• ampliare gli strumenti espressivi e comunicativi a disposizione dei docenti;
• approfondire le possibilità di utilizzo della voce e del corpo nella relazione educativa;
• sviluppare ascolto, presenza, consapevolezza e capacità di osservazione;
• conoscere tecniche teatrali applicabili alle attività scolastiche;
• favorire modalità didattiche basate sull’esperienza, sulla partecipazione e sul lavoro di gruppo;
• fornire esercizi, materiali e proposte operative da utilizzare concretamente in aula;
• rafforzare il dialogo tra il mondo della scuola e quello dello spettacolo dal vivo.

Il percorso è articolato in quattro incontri, affidati ad artisti e formatori con competenze differenti. Ogni appuntamento approfondirà uno specifico linguaggio. Nei primi tre appuntamenti i docenti sperimenteranno direttamente linguaggi e tecniche con gli artisti, riscontrabili nella messa in scena, e raccoglieranno spunti concreti da trasferire nel lavoro con gli studenti. Il quarto incontro fungerà invece da approfondimento trasversale sulla comunicazione non verbale nella relazione educativa.

Visione degli spettacoli e pratica

I primi tre incontri saranno inoltre collegati ad altrettanti spettacoli inseriti nella stagione di Teatro Ragazzi 2026-2027. Gli insegnanti potranno assistere alle rappresentazioni programmate nelle matinée scolastiche o nelle repliche domenicali, osservando come i linguaggi e le tecniche sperimentati durante la formazione trovino una concreta applicazione sulla scena.
La visione degli spettacoli sarà quindi parte integrante del percorso: un’occasione per mettere in relazione l’esperienza laboratoriale con il lavoro artistico delle compagnie e per raccogliere ulteriori spunti da sviluppare successivamente con le classi.

Metodologia e ricaduta didattica

I quattro incontri avranno carattere laboratoriale e richiederanno una partecipazione attiva. I docenti saranno invitati a sperimentare direttamente le proposte, mettendo in gioco voce, corpo, movimento, ascolto e capacità narrativa.
Al termine del percorso, ogni partecipante avrà raccolto un insieme diversificato di esercizi, tecniche e spunti operativi da adattare al proprio contesto scolastico. Il progetto non intende fornire un metodo unico, ma mettere a disposizione una cassetta degli attrezzi aperta e flessibile, dalla quale ogni docente potrà scegliere gli strumenti più coerenti con la propria disciplina, con l’età degli studenti e con gli obiettivi educativi della classe.
Il percorso vuole così favorire un rapporto più stretto tra esperienza teatrale e didattica, riconoscendo nei linguaggi della scena risorse concrete per insegnare, comunicare e costruire relazioni.


Primo incontro

La narrazione teatrale

Venerdì 27 novembre 2026, dalle 16.30 alle 19.00

Pino Di Bello e Marco Continanza

Il primo incontro sarà dedicato alla narrazione teatrale e alla capacità di trasformare un contenuto, un’esperienza o un testo in un racconto capace di coinvolgere chi ascolta.
Attraverso esercizi pratici, i partecipanti lavoreranno sulla costruzione della storia, sul punto di vista, sul ritmo della narrazione, sulla presenza scenica e sulla relazione con il pubblico. Particolare attenzione sarà dedicata al passaggio dalla parola scritta alla parola raccontata e alla possibilità di utilizzare voce, corpo, gesti e immagini per rendere più chiara ed efficace una comunicazione.
L’esperienza di Pino Di Bello nella scrittura e nella regia per il pubblico giovane e il percorso di Marco Continanza come attore, narratore e docente di recitazione permetteranno di affrontare il racconto non soltanto come tecnica teatrale, ma come strumento per organizzare i contenuti, stimolare l’immaginazione e favorire l’ascolto.
L’incontro sarà collegato allo spettacolo “La tregua di Natale” di Anfiteatro. La visione permetterà di osservare come un episodio storico possa essere trasformato in racconto teatrale e come la narrazione possa avvicinare bambini e ragazzi a temi complessi attraverso personaggi, immagini e punti di vista differenti.


Secondo incontro

La musicalità della voce e del corpo

Giovedì 28 gennaio 2027, dalle 16.30 alle 19.00

Debora Mancini

Il secondo appuntamento approfondirà la relazione tra parola, voce, corpo, suono e ritmo.
La voce sarà esplorata come uno strumento espressivo e musicale: non soltanto un mezzo per trasmettere informazioni, ma una componente fondamentale della presenza dell’insegnante e della relazione con la classe. Attraverso esercizi vocali, ritmici e corporei, i partecipanti potranno sperimentare variazioni di tono, intensità, velocità, pausa e accento, osservando come questi elementi modifichino il significato e la qualità della comunicazione.
Debora Mancini unisce nel proprio percorso professionale teatro e musica: è attrice, musicista, docente di teatro, dizione e voce, diplomata in pianoforte e formata nell’ambito della musicologia, della pedagogia musicale e del mimo corporeo. L’incontro offrirà quindi strumenti per utilizzare in modo più consapevole la musicalità della parola e del movimento, anche attraverso giochi vocali e attività applicabili al lavoro con bambini e ragazzi.
L’incontro sarà collegato allo spettacolo “Jazzole” di Debora Mancini. La visione consentirà di approfondire il rapporto tra teatro, musica, ritmo e narrazione, osservando come la voce e il corpo possano diventare strumenti musicali e contribuire alla costruzione del racconto.


Terzo incontro

Clownerie e linguaggio non verbale

Giovedì 25 febbraio 2027, dalle 16.30 alle 18.30

Alice Bossi

Il terzo incontro sarà dedicato alla clownerie, al teatro fisico e alla comunicazione senza parole.
La figura del clown sarà utilizzata come strumento di ricerca sulla presenza, sull’ascolto, sull’errore, sulla relazione con gli altri e sulla capacità di reagire in modo creativo agli imprevisti. Attraverso il gioco teatrale, i partecipanti potranno sperimentare come un gesto, uno sguardo, una postura o un movimento possano costruire un personaggio, raccontare una situazione ed esprimere un’emozione anche in assenza di un testo verbale.
Il lavoro di Alice Bossi si sviluppa nell’ambito del teatro fisico, del mimo e del clown. Nei suoi spettacoli il corpo, il suono e il movimento diventano elementi narrativi autonomi e consentono di raccontare storie senza utilizzare la parola. L’incontro permetterà ai docenti di avvicinarsi a un linguaggio immediato e accessibile, utile per stimolare espressività, osservazione, creatività e partecipazione all’interno del gruppo classe.
L’incontro sarà collegato allo spettacolo “Il nuovo vestito dell’imperatrice” di Alice Bossi. La visione offrirà la possibilità di riconoscere sulla scena le tecniche del teatro fisico e della clownerie, approfondendo il ruolo del gesto, del movimento, del ritmo comico e del linguaggio non verbale nella costruzione di una storia.


Quarto incontro

Il corpo è docente

Mercoledì 3 marzo 2027, dalle 16.30 alle 19.00

Luca Vullo

L’ultimo incontro sarà dedicato alla comunicazione non verbale nella relazione educativa.
Ogni insegnante comunica attraverso le parole, ma anche mediante lo sguardo, la postura, i gesti, la distanza, le espressioni del volto, il tono e il ritmo della voce. Acquisire maggiore consapevolezza di questi elementi permette di comprendere meglio ciò che avviene all’interno della classe e di utilizzare il corpo in modo più coerente con il messaggio che si desidera trasmettere.
Luca Vullo è autore, regista, performer, formatore ed esperto di comunicazione non verbale e intelligenza emotiva. Insieme a Daniela Lucangeli, psicologa e professoressa dell’Università di Padova, ha scritto il volume Il corpo è docente. Sguardo, ascolto, gesti, contatto: la comunicazione non verbale a scuola, dedicato all’utilizzo consapevole dei codici non verbali e paraverbali nel contesto scolastico.
L’incontro affronterà, attraverso esempi ed esercitazioni, il ruolo dello sguardo, dell’ascolto, della gestualità, della voce e della presenza corporea. L’obiettivo sarà fornire ai docenti indicazioni concrete per mantenere l’attenzione, migliorare la qualità della comunicazione, gestire le dinamiche relazionali e costruire un clima di classe maggiormente orientato all’ascolto e alla collaborazione.


Tutti gli incontri si svolgeranno presso la Sala Video del Centro Servizi Culturali Santa Chiara.