Soli. Storia di una madre e del figlio Hikikomori
Alla Ribalta
Regia Jennifer Erika Miller
Drammaturgia Stefania Scartezzini
Cast Marta Marchi (Alessia), Andrea Zueneli (Matteo)
Voci Elisa Salvini (Luna), Andrea Bonfanti (Psicologo)
Scene Andrea Coppi
Costumi Stefano Colombari
Illustrazioni Giulia Brighenti
Matteo interrompe ogni relazione con il mondo esterno e si chiude nella propria stanza. Sua madre Alessia resta fuori, davanti a una soglia che si trasforma progressivamente in un confine mentale, emotivo e simbolico. Soli indaga il fenomeno del ritiro sociale volontario (Hikikomori) attraverso una scrittura scenica che intreccia brevi dialoghi, monologhi interiori, teatro fisico e videoproiezioni. La stanza non è soltanto un luogo reale, ma diventa uno spazio mentale costruito da immagini, suono e corpo, in cui emergono il vuoto, l’attesa e il tempo sospeso. Le videoproiezioni non hanno una funzione semplicemente illustrativa: agiscono come un vero dispositivo drammaturgico, interagendo con i corpi in scena e modificando la percezione dello spazio e del tempo. L’immagine proiettata diventa così un “terzo attore”, una voce visiva che rappresenta il mondo interiore di Matteo e il suo unico aggancio con un’altra persona reale, anche se mai vista. La produzione nasce come percorso di ricerca di Alla Ribalta sull’incontro tra teatro, tecnologia e drammaturgia contemporanea.