A (S)ragionar di guerra

due musicisti davanti a un vecchio forte

ATIR

Di e con Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris
Scene e costumi Graziella Pepe.


A (S)ragionar di guerra nasce da una domanda: come si parla oggi di pace senza cadere nella retorica o nel rumore dell’attualità? Il lavoro prende avvio nel 2018, nel centenario della fine della Prima guerra mondiale, a partire da testimonianze e materiali di quel conflitto. Da quelle voci emerge quanto una guerra apparentemente lontana continui a interrogare la natura dell’uomo, della politica, del male e del bene. Lo sguardo si allarga così alla guerra in generale: cambiano le armi, le strategie, le tecnologie e gli scenari geopolitici, ma i vissuti, le conseguenze sull’animo umano e le storie delle persone coinvolte restano sorprendentemente simili.

Lo spettacolo attraversa epoche e prospettive diverse: dalla Prima guerra mondiale arriva fino alla testimonianza di un pilota di droni statunitense che, davanti a un monitor in Texas, controlla attacchi aerei dall’altra parte del mondo. Nel percorso risuonano, tra le altre, le parole di Emilio Lussu, Erich Maria Remarque, Gino Strada, Rodari, Gaber, Bruce Springsteen e David Foster Wallace. Non è una ricostruzione storica, ma un viaggio dentro il tema della guerra per mettere a fuoco, per contrasto, ciò che chiamiamo pace: un modo semplice e diretto per ribadire un no alla guerra e ricordare quanto sia necessario continuare a pronunciarlo.

 

due musicisti davanti a un vecchio forte