PROGETTO TEATRO E SCUOLA | FRA LIBERTÀ E REGOLE

Percorsi


Scuola secondaria II grado

VOCI D’ASCOLTO – Un viaggio nella libertà tra esperienza e limite
a cura di Amedeo Savoia, associazione Dalla Viva Voce

Tema
Un percorso di riflessione sulla libertà e le regole considerate fra i due poli estremi dell’isolamento e della relazione di contatto. La secondaria ha scelto l’ascolto e la voce come ambiti di intervento praticabili sia in presenza sia nell’eventualità fosse necessario ricorrere di nuovo alle attività a distanza.

Finalità
Riflettere sul tema della libertà e delle regole in relazione anche alla recente pandemia. A partire dal vissuto dei ragazzi a confronto, con esperienze di privazione della libertà in carcere si svilupperanno più percorsi che toccheranno la Costituzione e i suoi principi fondanti con attenzione anche alla riconciliazione e alla giustizia riparativa.

Modalità

  1. Incontro di informazione per insegnanti sul percorso (contenuti, strumenti e modalità)
  2. incontro con ragazzi/e su:
    a. testimonianza guidata con persone che hanno violato le regole, hanno pagato il loro debito e
    sono rientrate in società
    b. riflessione su riconciliazione e giustizia riparativa
  3. Visione spettacolo a scelta della scuola:
    a. Associazione Quadrivium, Dalla Viva Voce. Storie dal carcere
    b. Compagnia Anfiteatro Produzione, Nelson
  4. Laboratori sulla lettura ad alta voce di testi letterari o teatrali, di articoli della Costituzione, di testimonianze e anche le loro riflessioni o diari a tema, finalizzati alla videoregistrazione.

Durata
Minimo 4 incontri.


Info spettacoli

Dalla Viva Voce. Storie dal carcere

testo e voce Amedeo Savoia
musica Nicola Straffelini
multimedia Mauro Savoia
Associazione Quadrivium

Nel carcere di Trento alcune persone hanno trovato la voglia e il coraggio di raccontare e scrivere frammenti della loro vita.
Il recital propone tre di queste storie e le affianca a frammenti del passato (Cesare Beccaria, Filippo Turati, Piero Calamandrei…) e alle reazione di cittadini a fatti recenti. Nel confronto qualcosa si accorda e qualcosa stride.

Grazie a chi ha regalato queste storie molto personali. Merita almeno l’ascolto. E magari anche un’attenzione in più perché possa ricostruirsi una nuova vita fuori dal carcere secondo le indicazioni della Costituzione italiana. Un pensiero comunque va sempre alle vittime di reato. Qualsiasi forma di violenza e ingiustizia lascia ferite profonde.


Nelson

testo e regia Giuseppe Di Bello
con Marco Continanza
produzione “Progetto ConTatto – Trame riparative nelle comunità”
Compagnia Anfiteatro

Dov’è quell’angolo del nostro cervello o del nostro cuore in cui nascono le idee “buone”? E’ davvero un mistero, soprattutto se si considera una vita come quella di Nelson Mandela, nato in una nazione oppressa dal razzismo, dalla violenza che questo ha generato e dal suo “evolversi” nel terribile regime che è stato l’apartheid. Un sistema senza pietà che ha vessato lui, la sua famiglia e il suo popolo e che infine lo ha rinchiuso in un carcere su una piccola isola in mezzo all’oceano solo per le sue idee, per ben ventisette lunghi anni. Una condizione che non solo non è riuscito a piegarlo ma, cosa più incredibile, sembra avergli offerto l’opportunità di maturare una profonda umanità, cosa che gli ha permesso di elevarsi tra i grandi spiriti della storia dell’uomo. Ripercorrendo la vita di una fra le figure più influenti del secolo scorso, dalla sua infanzia fino all’elezione a Presidente della Nazione, Giuseppe Di Bello mette in scena il racconto di un uomo che credeva che nessuno nasce odiando un altro per il colore della sua pelle, per la sua storia o per la sua religione. Semplicemente perché le persone imparano ad odiare. E se possono imparare ad odiare, allora può essere insegnato loro anche ad amare. Perché per la natura umana l’amore è un sentimento più naturale dell’odio.