Teatro e scuola | Fra libertà e regole

PROGETTO TEATRO E SCUOLA | FRA LIBERTÀ E REGOLE
Anno scolastico 2020/2021

Presentazione
Il progetto Teatro e Scuola – Fra libertà e regole è nato durante il periodo di confinamento vissuto a seguito dell’emergenza  sanitaria legata al virus Covid-19, che nei mesi tra marzo e giugno 2020 ha provocato un massivo utilizzo della didattica a distanza.
In questo particolare momento storico, un gruppo di professionisti operanti in diversi campi del teatro, dell’educazione, della formazione e della sanità, ha sentito l’esigenza di confrontarsi sulle problematiche e relative esperienze legate ai nuovi eventi in atto, con particolare attenzione alla relazione tra scuola e teatro, cercando di individuare dei contenuti e delle modalità di reciproco aiuto e riferimento per una progettualità da adottare in tempo di pandemia.
Il progetto che segue è quindi frutto di un’attenta e approfondita analisi delle attività a distanza realizzate con bambini/e, ragazzi/e e giovani del territorio trentino, condotta attraverso una serie di incontri che hanno prodotto dei percorsi condivisi da poter proporre nelle scuole, coinvolgendo il teatro e le arti performative.
All’interno di questi incontri, svoltisi tra maggio e luglio, sono state individuate e condivise finalità, modalità, tempistiche e tematiche, trasversali e declinate per ogni fascia d’età e grado scolastico, utili alla realizzazione di progetti teatrali adatti alle esigenze che si potranno prefigurare all’apertura del nuovo anno scolastico, e rivolte a tutte le scuole della Provincia autonoma di Trento, dalle materne fino alle secondarie di secondo grado.
Si tratta di un’offerta formativa basata sul teatro e costruita su percorsi più che su semplici spettacoli a cui partecipare, che mira a integrarsi e a trovare un punto di incontro con i programmi educativi della scuola.
Alla luce della più recente situazione epidemiologica (ottobre/novembre 2020), il gruppo di lavoro ha rielaborato il progetto anche in modalità integralmente online, al fine che esso non perda di in bontà ed efficacia. A maggior ragione in questo tempo incerto, la presenza di una relazione tra cultura e universo scolastico appare un’urgenza educativa.

Il gruppo di lavoro
I/le partecipanti al gruppo di studio e di lavoro che hanno contribuito all’analisi e messa a punto del progetto sono:
• Silvia Cavalloro (coordinatrice e formatrice Federazione Provinciale Scuole Materne di Trento)
• Alessio Kogoj (autore, attore e regista teatro per ragazzi, compagnia I Teatri Soffiati)
• Amedeo Savoia (insegnante scuola secondaria di secondo grado; associazione Dalla Viva Voce)
• Manuela Broseghini (insegnante scuola primaria)
• Giuliana Sighel (insegnante scuola secondaria di primo grado; già Assessora all’istruzione, formazione e programmazione servizi scolastici del Comune di Baselga di Pinè)
• Maria Luisa Grech (psichiatra SerD di Trento)
• Albina Bridarolli (educatrice scuola materna)
• Camilla Facchini (animatrice e insegnante di sostegno)
• Daniela Dal Fovo (genitore)
Coordinato da Giovanna Palmieri, consulente per il teatro ragazzi del Coordinamento Teatrale Trentino, il gruppo così costituito è stato aperto a soggetti appartenenti al mondo della scuola, delle famiglie e dell’associazionismo che, a diverso titolo, si sono avvalsi nel loro lavoro di strumenti forti e importanti come quelli del teatro e in generale delle arti performative con bambini e giovani.

Finalità
Come accennato nella premessa, le finalità generali del progetto consistono in primis nel proporre alle scuole dei percorsi teatrali e artistici che partano considerando tutti gli aspetti della didattica a distanza, individuando gli strumenti che il teatro può mettere a disposizione. In questo modo si potrà quindi analizzare e stimolare al meglio l’esperienza attraverso i mezzi di comunicazione utilizzati da insegnanti e ragazzi nel periodo di chiusura, con particolare attenzione agli strumenti digitali. Il progetto si mette così al servizio del mondo dell’istruzione per andare incontro alle esigenze sorte nel mondo della scuola in questo difficile e nuovo momento.
L’aspetto formativo della proposta è rivolto a insegnanti, bambini, ragazzi e giovani:
– per gli/le insegnanti diventa occasione di sperimentazione e approfondimento sulle modalità dei mezzi di comunicazione a distanza, attraverso l’uso degli strumenti tipici del teatro (voce, corpo, scrittura, lettura di testi, comunicazione visiva e non verbale), oltre a rappresentare un’opportunità di facilitazione delle relazioni tra alunni e studenti, affrontando specifiche tematiche;
– per bambini, ragazzi e giovani, i percorsi a loro proposti e di seguito illustrati offrono l’opportunità di facilitare il rientro in una dimensione scolastica diversa e nuova, a partire da ciò che hanno vissuto durante i mesi di lockdown. Inoltre, durante l’anno scolastico, attraverso i percorsi proposti potranno sperimentare nuove modalità stimolanti, diverse e positive, sull’utilizzo di vecchie e nuove tecnologie.
L’aspetto artistico e performativo permette a bambini, ragazzi e giovani di sentirsi direttamente protagonisti nell’attività artistica laboratoriale e performativa (dentro, ma anche fuori dalla scuola, dal vivo e on-line), mentre la programmazione di spettacoli collegata ai percorsi proposti consente di trasformare la visione stessa dello spettacolo nel momento conclusivo di un percorso. Nell’ambito più specifico dell’attività artistica online si sottolinea il carattere innovativo della proposta, laddove verranno attivati linguaggi espressivi e relazionali sperimentali ed inediti.
L’aspetto sociale e territoriale del progetto consiste infine nella possibilità di poter svolgere una sperimentazione educativa e artistica che si moltiplica sul territorio, ma che al contempo possa creare un lavoro di rete e di scambio di esperienze tra diverse realtà periferiche, su un terreno contenutistico e metodologico comune.

Tematiche
Nel corso degli incontri di confronto sono state individuate alcune parole chiave comuni a tutte le esperienze che hanno caratterizzato l’intera attività della didattica a distanza svoltasi nei mesi di chiusura delle scuole trentine. Le parole identificate negli incontri, che rappresentano sia il vissuto dei ragazzi in questi mesi e sia le necessità didattiche ed educative emerse, sono state sintetizzate nei seguenti binomi:
PRESENZA/ASSENZA | VICINO/LONTANO
Dalle parole chiave è sorta la necessità di individuare un tema comune e prevalente che sintetizzasse tutti i contenuti sviscerati negli incontri, a partire dalle emozioni prevalenti manifestate da bambini, ragazzi, giovani e adulti.
Innanzitutto, le paure di bambini, ragazzi, adulti: paure trasversali alle età, senso d’incertezza come mancanza di riferimenti e punti fissi che si traduce nell’idea di morte, vissuta direttamente o indirettamente da tutti, paura di uscire di casa e allo stesso tempo assenza di relazioni fisiche con parenti (nonni), amici, coetanei, insegnanti. Si è parlato molto anche dell’ambiguità della tecnologia utilizzata nelle relazioni (vicine e lontane).
Da queste emozioni sono così emersi alcuni bisogni: la relazione come ascolto che passa anche attraverso la voce, l’interazione fisica con i coetanei, la necessità per educatori adulti di capire le strategie utili nell’uso delle tecnologie come tema di studio necessario.
In sintesi, si è optato per la scelta di un tema comune per i progetti che fosse in grado di racchiudere tutto ciò che è emerso. Si è pertanto individuato e condiviso il tema Tra libertà e regole, da cui il titolo dell’intero progetto.

Si è quindi deciso di formulare 4 ipotesi di progetto sulla base dei diversi ordini e gradi scolastici.
1. Scuola dell’infanzia e I ciclo scuola primaria
2. Scuola primaria II ciclo
3. Scuola secondaria I grado
4. Scuola secondaria II grado

I percorsi illustrati di seguito, condivisi da tutti/e i/le partecipanti al tavolo di lavoro e studio, sono stati elaborati da Alessio Kogoj, attore e regista della compagnia teatrale I Teatri Soffiati, e Amedeo Savoia, per l’associazione Dalla Viva Voce, realtà del territorio trentino in grado di operare in stretta relazione con le scuole del territorio.


SCUOLA DELL’INFANZIA E I CICLO SCUOLA PRIMARIA

FATEMI USCIRE – Storie di scatole e trappole
a cura di Alessio Kogoj, compagnia I Teatri Soffiati

Tema
A volte si ha voglia di uscire: dalle case, dalle classi, dalla routine, dalle scarpe, dalle cose troppo strette, dalle regole, dagli occhi degli altri… Capita a tutti, si chiama voglia di libertà. Ne sa qualcosa UEB, uno strano personaggio che è rimasto intrappolato in un computer e non sa più come uscirne.

Modalità
Il percorso è un gioco narrativo e interattivo in cui i bambini cercano di liberare UEB dalla gabbia in cui è intrappolato. Sarà un pretesto per raccontare di libertà e regole, di costrizioni, vicinanze, lontananze, abitudini e cambiamenti. Il percorso si snoda attraverso incontri dal vivo (all’aperto, in lontananza, apparizioni in cortile…) e in tempi online in cui lo strano personaggio intrappolato nel computer interagirà con i bambini per aprire nuove forme di comunicazione e collaborazione. L’ultima tappa del percorso dovrà essere all’insegna dell’incontro teatrale tra spettacolo, animazione e festa.

Finalità
Ricerca di cura nella relazione e in riferimento ambiente/natura. Educazione alla meraviglia e alla bellezza vs abbruttimento e approssimazione.

Durata
– 3 incontri con bambini di un’ora (30 minuti se online) + 2 incontri con gli/le insegnanti di progettazione specifica.
– Visione spettacolo Storia di un palloncino, di e con Silvano Antonelli, con la partecipazione di Laura Righi, collaborazione drammaturgica Alessandra Guarnero, Compagnia Teatrale Stilema
Lo spettacolo ha come protagonista un palloncino azzurro che, a differenza degli altri, non riesce a fare a meno di scappare verso l’alto.
Basta che la sua mamma si distragga un momento, e lui che fa? Beh, vola via. Anche quando è a scuola, il palloncino azzurro non riesce mai a stare fermo nel banco, alzandosi in volo a parlare con il lampadario. Il Palloncino azzurro non lo fa apposta, mentre sta facendo una cosa i suoi pensieri volano e inizia a fantasticare. È più forte di lui. Il papà e la mamma sono preoccupati e lo portano dal dottore, ma lui, neanche a dirlo, scappa anche da lì e vola in alto, così in alto da finire nel “paese più per aria che c’è”. Ora che però è arrivato così in alto da vedere il mondo come un puntino, è proprio verso quel puntino che vuole tornare. Quanto gli piacerebbe riuscire a vivere con la testa fra le nuvole ed i piedi invece per terra. In questo modo i sogni e le idee conquistate potrebbero servire per cambiare, magari con gli altri, il suo piccolo pezzo di mondo.
Attraverso le avventure del Palloncino azzurro, Silvano Antonelli presenta al giovane pubblico una storia che parla della voglia di libertà, del senso di responsabilità e del filo che lega il mondo ideale dei desideri alla realtà di ciò che si riesce a realizzare.


SCUOLA PRIMARIA II CICLO

UNA NUVOLA PER AMICA – Ricerche e scoperte
a cura di Alessio Kogoj, compagnia I Teatri Soffiati

Tema
Il tema del percorso viene affidato al dialogo intorno al significato della libertà, in cui i bambini, aiutati dall’operatore teatrale e dalle insegnanti, sono chiamati ad esserne i protagonisti attivi.
Al contempo la tematica sarà sviluppata anche intorno al tema delle regole e della loro interpretazione.
Viene scelto un soggetto guida (CLOUD) con un richiamo preciso agli elementi naturali, in particolare aerei, una nuvola. È il simbolo di assenza e presenza, di mutevolezza, apparentemente libera, seppur condizionata dal vento e dalle precipitazioni atmosferiche. Una nuvola che può cambiare colore, forma e che richiama, non a caso nel mondo del web, anche un archivio di memorie, emozioni e storie.

Finalità
La finalità del percorso è indirizzata al fare insieme, al dialogare e collaborare, al cercare soluzioni per il benessere comune; al fare “arte” e al creare esperienze che permettano di muovere, attraverso metafore artistiche, nuovi pensieri e concetti da esplorare.

Modalità
Proprio durante una normale lezione in classe l’insegnante riceve una telefonata a cui, nonostante etica e divieti, risponde. Sembra catturata e si emoziona così tanto che decide di mettere in vivavoce la chiamata. All’altro capo del telefono si ode la voce sognante di CLOUD, strano personaggio vagabondo e giramondo che invita i bambini in luoghi liberi e tutti da vivere.
Tra piccole apparizioni, recapiti inaspettati nella classe e il continuo contatto telefonico, CLOUD invita al dialogo, fluttua, stimola e si fa raccontare di cosa è importante sapere per essere liberi e per continuare a viaggiare, almeno e non solo con la fantasia.

Durata
– 3 incontri con bambini di un’ora + 2 incontri con insegnanti di progettazione specifica.
– Visione spettacolo Trame su Misura, di Renzo Boldrini, con Renzo Boldrini e Daria Palotti, Giallo Mare Minimal Teatro
Trame su misura è un progetto teatrale basato sulla proposizione di alcune storie originali per bambini, ragazzi e giovani, pensate per essere declinati su vari piani.
Alcuni testi di Renzo Boldrini, editi e inediti, sono così pronti per essere riletti in chiave moderna, trasformandosi in libri, letture multimediali ed animate, storie da mettere in scena, e materiale laboratoriale multidisciplinare.
Classici della narrazione per bambini verranno così adattati “su misura”, grazie ad un originale stile scenico che mescola insieme lettura ad alta voce, narrazione teatrale, disegno e composizione grafica dal vivo, videoproiezione ed animazione di figure e oggetti.


SCUOLA SECONDARIA I GRADO

BASTA COSÌ – Un tour tra tuorli d’uovo e altri paesaggi
a cura di Alessio Kogoj, compagnia I Teatri Soffiati

Tema
Questo non mi piace e neanche questo non mi piace… Uff che barba e che noia mortale! Potessi almeno chattare tutto il giorno e girare quei videini che mi piacciono tanto. Adoro girare videini e mandarli agli amici. Adoro infilare il telefonino sotto il letto, dentro il frigo, nello sgabuzzino, metterlo nel taschino della giacca e riprendere quando vado in bici.

Finalità
Tra animazione e storytelling, il percorso si configura come un laboratorio interattivo per apprendere nuove tecniche di ripresa cinematografiche lo-fi e per alimentare nei ragazzi creatività, ascolto e osservazione. Allenare la comunicazione corporea e visiva per incanalare rabbia, disillusione, noia, disattenzione, stimolando un utilizzo consapevole della tecnologia e della creatività, contro un uso distorto, improduttivo o dannoso.

Modalità
AIS è un regista professionista, uno che sa il fatto suo e un bel giorno, quando arriva in classe, desta subito stupore. Eh sì, perché parla una lingua molto simile a quella dei ragazzi e li invita a partecipare al suo progetto. Un racconto clip costruito da diversi brevissimi video in cui i ragazzi catturano frammenti della loro quotidianità, si raccontano, chattano e insieme partecipano alla creazione di un’unica storia comune. Un itinerario di viaggio tra nuovi paesaggi ed emozioni inafferrabili.

Durata
– 4 incontri con i ragazzi di un’ora + 2 incontri con insegnanti di progettazione specifica + montaggio clip
finale.
Visione spettacolo DISconnesso – Fuga off-line, di e con Guido Castiglia, collaborazione alla messa in scena Pino Di Bello, Nonsoloteatro
Che fare quando veniamo improvvisamente disconnessi “dal resto del mondo”? In una società in cui il massivo ricorso alla tecnologia ha inevitabilmente riempito e condizionato la vita di molti, Guido Castiglia mette in scena le avventure di Davide, Dave Tiger per gli amici, un ragazzo di tredici anni circondato da un mondo completamente virtuale: WhatsApp, Facebook, YouTube e i giochi online sono solo alcuni degli elementi che scandiscono la sua vita. Una vita in rete nella quale le relazioni personali e i mostri di Fallout 4 si mescolano insieme, dando vita ad una realtà fittizia che oscura sempre di più la vita reale, che ai suoi occhi appare sempre più noiosa e senza emozioni. Ma arriva il giorno in cui accade l’inaspettato: uno scontro con i suoi genitori, un litigio in cui Davide non trova le parole e lo stato d’animo per difendere l’indifendibile, una fuga precipitosa che lo scaraventa nel mondo fisico da lui tanto odiato. Che fare? Raccontare in rete la sua avventura! Ma il cellulare si scarica e con sé non ha né il caricatore né il “sacro” powerbank. Isolato dal “resto del mondo”, Davide si sente quindi perso. In chiave divertente e ironica, lo spettacolo racconta l’avventura interiore di un ragazzo disconnesso dalla realtà che, però, durante la sua fuga riscopre le proprie potenzialità relazionali e, soprattutto, la capacità di gestire le proprie emozioni, riuscendo così a superare ostacoli apparentemente insormontabili, e accorgendosi infine che il mondo reale è di gran lunga più entusiasmante di quello virtuale.


SCUOLA SECONDARIA II GRADO

VOCI D’ASCOLTO – Un viaggio nella libertà tra esperienza e limite
a cura di Amedeo Savoia, associazione Dalla Viva Voce

Tema
Un percorso di riflessione sulla libertà e le regole considerate fra i due poli estremi dell’isolamento e della relazione di contatto. La secondaria ha scelto l’ascolto e la voce come ambiti di intervento praticabili sia in presenza sia nell’eventualità fosse necessario ricorrere di nuovo alle attività a distanza.

Finalità
Riflettere sul tema della libertà e delle regole in relazione anche alla recente pandemia. A partire dal vissuto dei ragazzi a confronto, con esperienze di privazione della libertà in carcere si svilupperanno più percorsi che toccheranno la Costituzione e i suoi principi fondanti con attenzione anche alla riconciliazione e alla giustizia riparativa.

Modalità
1. Incontro di informazione per insegnanti sul percorso (contenuti, strumenti e modalità)
2. incontro con ragazzi/e su:
a. testimonianza guidata con persone che hanno violato le regole, hanno pagato il loro debito e
sono rientrate in società
b. riflessione su riconciliazione e giustizia riparativa
3. Visione spettacolo a scelta della scuola:
a. Associazione Quadrivium, Dalla Viva Voce. Storie dal carcere
b. Compagnia Anfiteatro Produzione, Nelson
4. Laboratori sulla lettura ad alta voce di testi letterari o teatrali, di articoli della Costituzione, di testimonianze e anche le loro riflessioni o diari a tema, finalizzati alla videoregistrazione.

Durata
Minimo 4 incontri.

Info spettacoli

Dalla Viva Voce. Storie dal carcere
testo e voce Amedeo Savoia
musica Nicola Straffelini
multimedia Mauro Savoia
Associazione Quadrivium

Nel carcere di Trento alcune persone hanno trovato la voglia e il coraggio di raccontare e scrivere frammenti della loro vita.
Il recital propone tre di queste storie e le affianca a frammenti del passato (Cesare Beccaria, Filippo Turati, Piero Calamandrei…) e alle reazione di cittadini a fatti recenti. Nel confronto qualcosa si accorda e qualcosa stride.
Grazie a chi ha regalato queste storie molto personali. Merita almeno l’ascolto. E magari anche un’attenzione in più perché possa ricostruirsi una nuova vita fuori dal carcere secondo le indicazioni della Costituzione italiana. Un pensiero comunque va sempre alle vittime di reato. Qualsiasi forma di violenza e ingiustizia lascia ferite profonde.

Nelson
testo e regia Giuseppe Di Bello
con Marco Continanza
produzione “Progetto ConTatto – Trame riparative nelle comunità”
Compagnia Anfiteatro
Dov’è quell’angolo del nostro cervello o del nostro cuore in cui nascono le idee “buone”? E’ davvero un mistero, soprattutto se si considera una vita come quella di Nelson Mandela, nato in una nazione oppressa dal razzismo, dalla violenza che questo ha generato e dal suo “evolversi” nel terribile regime che è stato l’apartheid. Un sistema senza pietà che ha vessato lui, la sua famiglia e il suo popolo e che infine lo ha rinchiuso in un carcere su una piccola isola in mezzo all’oceano solo per le sue idee, per ben ventisette lunghi anni. Una condizione che non solo non è riuscito a piegarlo ma, cosa più incredibile, sembra avergli offerto l’opportunità di maturare una profonda umanità, cosa che gli ha permesso di elevarsi tra i grandi spiriti della storia dell’uomo. Ripercorrendo la vita di una fra le figure più influenti del secolo scorso, dalla sua infanzia fino all’elezione a Presidente della Nazione, Giuseppe Di Bello mette in scena il racconto di un uomo che credeva che nessuno nasce odiando un altro per il colore della sua pelle, per la sua storia o per la sua religione. Semplicemente perché le persone imparano ad odiare. E se possono imparare ad odiare, allora può essere insegnato loro anche ad amare. Perché per la natura umana l’amore è un sentimento più naturale dell’odio.