Scheda

Scheda e prossime date

Produzione Teatro Stabile di Verona con la partecipazione del Teatro Ambra Jovinelli

di Sam Holcroft – traduzione Fausto Paravidino
con Elisa Dieusanio, Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Orietta Notari, Aldo Ottobrino e Iulia Bonagura
regia di Antonio Zavatteri
foto Ada Masella

Dopo il grande successo di “Le Prenom” arriva sui palcoscenici italiani una delle commedie più clamorosamente comiche andate in scena a Londra negli ultimi anni, uno spettacolo non convenzionale dove solo allo spettatore sono svelate… le regole del gioco.
Le Regole per Vivere è una divertente commedia che prende spunto da una riflessione di tipo psicoanalitico, anzi da un esperimento che vuole rispondere a una domanda: cosa succederebbe se i principi della teoria cognitivo-comportamentale fossero applicati a un pranzo di Natale di una famiglia-tipo?
Questi principi altro non sono che… Le Regole per Vivere! Quelle regole che noi tutti utilizziamo, in maniera inconsapevole, per sopravvivere in determinate circostanze come durante un Natale in famiglia.

Nella pièce, solo al pubblico vengono mostrate le “regole” che definiscono i rapporti tra i personaggi che, inconsapevoli di applicarle, ignorano i rischi che potrebbero correre qualora saltasse una regola.
Il palcoscenico diventa, così, un campo minato e, al contempo, un campo di gioco. Per il pubblico, spettatore onnisciente capace di anticipare i risvolti esilaranti del gioco de Le Regole per Vivere, il divertimento è garantito!


Le Regole per Vivere mette in scena un pranzo di Natale di una famiglia particolarmente logorata: genitori anziani ormai incrostati di manie e di abitudini, figli non più giovanissimi gonfi di rancore nei confronti di papà e mamma, incastrati in relazioni di coppia a dir poco complicate e frustrati da vite professionali che non hanno avuto il fulgore previsto in gioventù.
Tutti quanti fortemente caratterizzati da modalità di comportamento che fanno di loro delle “maschere” profondamente umane e in cui è molto facile riconoscersi.
L’autrice/scienziata Sam Holcroft riesce a costruire un’impressionante e originale macchina teatrale: mette noi spettatori in una condizione di gioco attivo comunicandoci, con scritte e cartelli, determinate caratteristiche dei personaggi legate a tic e nevrosi che li determinano.
Una sorta di dissezione dei comportamenti e delle relazioni, che produce un’architettura comica di incredibile efficacia. Una festa consueta che pian piano diventa una disastrosa giornata particolare.

Antonio Zavatteri

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