Scheda

Scheda e prossime date

Club Armonia

di Renzo Fracalossi

L’orrore della Shoah non è frutto casuale della follia nazifascista. Esso affonda invece le sue radici profonde dentro un clima, sapientemente costruito da propagande politiche oltremodo efficaci e dove la menzogna diventa facile verità; un clima fatto di diffidenze, indifferenze, bassezze e vigliaccherie, ma anche egoismi, discriminazioni, rancori e viltà che, in breve, fermenta, non solo nella Germania di Hitler, ma anche nell’Italia di Mussolini.
In questo contesto, l’ebraismo italiano viene perseguitato come mai prima nella sua plurimillenaria storia. Si rompono legami, vicende, storie, ma anche adesioni ideologiche al fascismo e alla monarchia, in un crescendo che culmina con le famigerate “Leggi razziali” e con la Shoah.
È in questa narrazione che prende forma l’atto unico La casa di David, un racconto di fantasia (ma non troppo), contestualizzato nel periodo di massimo consenso del fascismo e poggiato su di una solida conoscenza degli avvenimenti succedutisi nel nostro Paese durante il decennio che va dal 1935 alla fine della seconda guerra mondiale.
Un racconto nutrito di odio e di pregiudizio, ma anche di coraggio e solidarietà, per proporre al pubblico un percorso formativo e didattico, attraverso il viaggio dentro le quotidianità di allora; le paure; i sospetti e l’incedere dei comportamenti singoli e collettivi, con un finale a sorpresa che costituisce un vero “coup de théâtre” e che testimonia, ancora una volta e se mai ce ne fosse bisogno, come gli italiani, nella stragrande maggioranza, non furono affatto “brava gente”.
Conoscere per ricordare quindi in un tempo che tende sempre più a voler dimenticare; a livellare tutto dentro un magma indistinto; a porre quasi sullo stesso piano dell’oblio vittime e carnefici. Solo una memoria viva e costante potrà impedire che, quanto già è accaduto una volta, possa accadere nuovamente, secondo la preoccupata “profezia” di Primo Levi.

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