Scheda

Associazione Labirinti Armonici

Giulia Bolcato soprano, Alex Magri tenore
Giovanni Costantini direttore
foto Piero Martinello

Tradizione viennese e grande repertorio operistico italiano: riecheggiano ancora gli applausi di inizio 2019 a conferma della qualità vincente della formula di concerto di Capodanno – o di fine anno – con cui si propone l’Orchestra Labirinti Armonici per la direzione artistica e musicale del maestro Giovanni Costantini. Ecco allora, per il passaggio dal 2019 al 2020, una Ouverture rossiniana quale apertura di sipario leggera e divertente, arie e duetti dalla celebre opera “L’elisir d’amore” di Donizetti, i ritmi di valzer e polke di Johann Strauss, i fuochi d’artificio di un’aria di Arditi e la leggerezza di un brano dal mondo dell’operetta di Franz Lehar; gran finale col più celebre valzer “Sul bel Danubio blu” e bis a seguire. Ma prima del finale, un brano tanto inedito quanto spettacolare: la Marcia ungherese di Berlioz, trascinante brano trionfale tratto dall’opera “La dannazione di Faust”. In palcoscenico, un’orchestra che si è già fatta apprezzare al Teatro Civico di Schio (VI) e a quello di Borgo Valsugana (TN) col concerto di Capodanno 2019, e che per il 2020 si propone con un organico di 32 elementi: 16 archi tra violini, viole, violoncelli e contrabbassi, 13 fiati (2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe e un trombone), due percussionisti a dare ritmo e l’arpa col suo colore. A questa nutrita compagine si aggiungono due cantanti solisti, soprano e tenore. Il maestro Giovanni Costantini è il giovane brillante direttore che condurrà orchestra e cantanti nel vario programma, accompagnando il pubblico nell’ascolto, con eleganza ma senza rinunciare a qualche battuta di spirito. Al suo fianco, per alcune tra le più belle arie e duetti di fine ’800, la voce del soprano Giulia Bolcato, astro nascente nel firmamento lirico, e del tenore Alex Magri, solista di lungo corso e prima voce nel Coro della Fondazione Arena di Verona.

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